Note storiche La Via Lombarda è una delle strade più antiche che troviamo nella Lunigiana. Essa faceva parte di quel complesso viario che nel Medioevo era noto come Via Romea o Francigena. Questa strada era la più a ridosso delle cime della catena dell’Orsaro, ma questo nel medioevo non era ritenuto un grosso ostacolo, anzi era una strada nella quale più facilmente che in altre ci si poteva difendere da eventuali imboscate, e per questo fu una delle strade più trafficate, soprattutto dai mercanti. Ancora oggi alcune diramazioni secondarie portano ancora il nome che le vennero attribuiti in tempi remoti, a seconda della categoria di merci vi transitava con più frequenza, ad esempio la Borra del Sale. Il percorso Solo una parte del percorso che abbiamo effettuato corrisponde fedelmente all’antico tracciato della Via Lombarda: esso si esaurisce nella mattina del secondo giorno, e senza dubbio è la parte nella quale al mountain-biker è richiesto il maggiore impegno. Per il resto, il percorso disegna un ovale attorno alla catena del Monte Orsaro per una lunghezza totale di circa 110 chilometri. Noi lo abbiamo diviso in tre giornate, per fare sì che oltre al puro diletto che si ha nel praticare la mountain-bike ci sia anche il tempo di poter godere appieno della bellezza paesaggistica dell’Alta Lunigiana e del Parco dei Cento Laghi per quello che riguarda il versante parmense del percorso. I consigli che vi possiamo dare sono quello di affrontare questo giro solo quando si è allenarti bene e quello che, se ne avete la possibilità, di farvi trasportare quel poco di bagaglio da un qualche parente o amico con la macchina. Per esperienza personale fare questo giro con anche solo lo zaino in spalla è una cosa degna della competizione per gli Iron Man! Ovviamente si raccomanda di avere in testa il casco ben allacciato. Prima tappa: Pontremoli – Rifugio Mattei La prima tappa presenta le sue difficoltà solo negli ultimi chilometri, mentre prima c’è ben poco di impegnativo.
Nel giro che abbiamo effettuato per provare il percorso siamo partiti da Pontremoli in Piazza della Repubblica: ma vi lasciamo liberi di determinare il punto dove mettere il vostro "chilometro zero". Superato il ponte dei Quattro Santi si attraversa la Nazionale SS 62 della Cisa e si imbocca la strada per Arzengio e Ceretoli. L’unica cosa fastidiosa di questo tratto può essere il calore che sale dall’asfalto… Dopo una ventina di minuti circa si arriva al bivio per Arzengio e Ceretoli; si prende la strada a destra per Ceretoli; si attraversa il centro abitato e, restando sulla strada principale, si prende la direzione alla volta di Campodone. Dopo alcune centinaia di metri termina la strada asfaltata, ed inizia uno sterrato, sì di pendenza agevole, ma che a causa di alcuni lavori presenta un fondo assai sconnesso. Per quello che ne sappiamo potrebbe anche essere stato ribattuto nel frattempo. Una volta passato Campodone (c’è un cartello stradale!), sulla sinistra della strada si trova una fontanella. Noi abbiamo effettuato sempre delle soste nei punti in cui potevamo trovare dell’acqua fresca: voi siete liberi di farlo o no, ma ci sentiamo di consigliarvelo! Rifornita l’acqua si prosegue: dopo pochi minuti si giunge a Tarasco e ricomincia la strada asfaltata. Dopo una salitella breve ma tosta, si affronta una breve discesa, si passa un bivio fra strade asfaltate proseguendo diritto e poco dopo sulla sinistra c’è la strada sterrata che porta in Logarghena. Questa strada ha una pendenza costante, abbastanza agevole, e per di più il fondo stradale è eccellente: terra battuta liscissima. Quando termina la salita si è praticamente arrivati sui prati di Logarghena, all’altezza di Casa Carnesecca. Proseguendo un centinaio di metri in leggera salita, sulla destra si trova una fontana con tanto di vasca abbeveratoio: se avete sudato troppo potete anche fare il bagno, sempre che il gregge di pecore sia d’accordo! Dopo la pausa si prosegue per un chilometro fino ad arrivare al Monumento: qui si gira a destra e si incomincia l’erta finale. Subito si presenta il primo tratto impegnativo, ma essendo stato ribattuto questa primavera è fattibile. Il brutto arriva una volta arrivati alla curva della cisterna: gli ultimi trecento metri oltre ad avere una pendenza impegnativa presentano un fondo quasi impossibile: è pieno di sassi smossi e pietrisco molto scivoloso; il lato migliore della strada è quello a monte. A proposito, in cima alla salita siete arrivati al Rifugio Mattei. Giorno 1: Pontremoli – Logarghena Rif. Mattei Tratto da | A | Chilometri | Tempo | Difficoltà | Note | Pontremoli | Ceretoli | 5 | 22 minuti | ** | Inizio con una salita leggera... | Ceretoli | Tarasco, bivio per Logarghena | 3 | 20 minuti | ** | Primo tratto sterrato, non ha alcuna difficoltà. Fondo piuttosto brutto | Tarasco bivio per Logarghena | Logarghena casa Carnesecca | 5 | 40 minuti | *** | Prima vera salita sterrata. Comunque è ben pedalabile e il fondo è ottimo | Logarghena casa Carnesecca | Logarghena Monumento | 1 | 8 minuti | ** | Solo perché la strada è sterrata e in leggerissima salita | Logarghena Monumento | Logarghena Rifugio Mattei | 2,1 | 20 minuti | ***** | Due strappi molto duri e fondo molto accidentato |
Totale di Giornata Tratto da | A | Chilometri | Tempo | Difficoltà | Note | Pontremoli | Logarghena Rifugio Mattei | 16,1 | 1 ora e 50 minuti | *** | Solo l’inizio per portarsi in quota… |
Seconda tappa: Rifugio Mattei – Lagdei – Valditacca Dopo aver pernottato nell’accogliente Rifugio Mattei si riparte la mattina di buon ora. Noi ci siamo rimessi in marcia verso le 8, per poter prendere la strada con maggiore tranquillità. Usciti dal Rifugio, si prosegue per duecento metri in salita lungo la strada che conduce al Passo del Portile. Attenzione alla discesa che segue immediatamente dopo: è ripida, sconnessa e piena di sassi, inoltre ci sono delle brevi salite di 40-50 metri da affrontare con prudenza. Giunti al piazzale prima del Passo del Portile la strada finisce e diviene un sentiero. I primi trecento metri, però, sono ancora praticabili. Dopo le radici dei faggi e i sassi impediscono di pedalare. Giunti al Passo del Portile si prende la strada che va diritta e in discesa: l’altra porta alla Direttissima Braiola ed è già dura arrivarci in cima a piedi! Vi consiglio di evitare di affrontare la discesa in sella: è piuttosto pericolosa. E da qui per una buona decina di minuti bisogna farsela a piedi. Poco prima di arrivare alla Borra del Sale è possibile risalire in sella e pedalare per alcuni metri. Attenzione: una volta passata la Borra del Sale ci sono duecento metri in cui il sentiero non è segnato: bisogna tenersi sulla sinistra, ma senza esagerare; dopo una cinquantina di metri guardando in alto si dovrebbe vedere un muretto a secco altro mezzo metro: bisogna dirigersi lì. Da qui si riprende il sentiero alla volta delle Capanne di Frattamara. Poco dopo si incrocia il bivio con il sentiero che sale sulla destra verso la Capanna Tifoni: si prosegue dritto, non si può sbagliare. Da lì in poi la strada i tanti punti è assai difficoltosa perciò state sempre pronti a mettere il piede a terra e a proseguire con la bici in spalla. Giunti alle Capanne di Frattamara si può trovare dell’acqua eccezionale: è davvero miracolosa. Per trovarla bisogna attraversare verso valle il prato davanti alle Capanne, quindi scendere cento metri lungo il sentiero e trovare un bozzetto in cui annegare la borraccia. Fatto rifornimento inizia uno dei tratti più duri: infatti si deve salire dalle Capanne di Frattamara fino in cima alla Costa di Frattamara: sono cinquecento metri incredibilmente ripidi: con calma portatevi la bici in spalla fino lassù. Una volta arrivati in cima alla Costa di Frattamara si può rimontare in sella e ci si dirige fino alla volta di Giudghif: state molto attenti ai pezzi di rami che sono nascosti nelle foglie e ad alcuni passaggi in discesa che sono molto tecnici. Se non vi fidate delle vostre doti di equilibristi superateli a piedi e risalite in sella subito dopo. Vi confesso che per me questo è il tratto più divertente di tutti! Si arriva quindi a Giudghif, o meglio, si arriva sopra Giudghif e qui c’è un tratto problematico: si deve uscire dal bosco e il sentiero è in mezzo a un prato. Solo che non è molto battuto e l’erba lo copre. Potete anche salire liberi per il prato, ma ricordatevi che il sentiero più in alto riprende sul lato destro del prato al limite del bosco. Ritrovato il sentiero nel bosco da lì alla Bocchetta del Tavola non si può più sbagliare. Nell’unico bivio si va a destra. Ma anche se sbagliate e andate a sinistra non c’è problema: è solo più lunga, ma si arriva sempre alla Bocchetta del Tavola! In questo tratto in salita il sentiero sembra una pista da bob, da quanto l’acqua lo ha scavato in basso. Finalmente dopo una decina di minuti si arriva alla Bocchetta del Tavola. Si scavalca questa e si prende la strada in discesa che porta al Prato della Valle. Mettete il casco, se non lo avevate già in testa, e non esagerate nel prendere velocità: il sentiero è stretto, ripidissimo, pieno di sassi e zigzaga fra gli alberi. Ci si può divertire ma con criterio. A un certo punto sulla sinistra c’è un abbeveratoio in cui si può riempire la borraccia. Giunti al Prato della Valle si sta sulla destra e si arriva a un primo cancello, di solito chiuso. Scavalcatelo e procedete oltre. Dopo neanche cinquecento metri ce n’è un secondo: scavalcate anche questo e da lì inizia la pista da sci di fondo che porta a Lagdei. Passate il ponte sul ruscello e siete arrivati a Lagdei. Lì potete pranzare al ristorante. Dopo aver ritemprato il corpo e lo spirito si riparte alla volta di Valditacca. Dopo un chilometro si giunge ai Cancelli di Lagdei: qui si volta a destra nell’altra strada sterrata. Dopo una breve discesa inizia un tratto di salita lungo circa un chilometro, ma solo i trecento metri centrali sono un po’ duri. Dopo di che la strada spiana e in una ventina di minuti si giunge ai Lagoni. Qui si trova una fontana sulla sinistra del Lagone Inferiore. Altrimenti c’è il Bar............ … Fatto rifornimento arriva il pezzo forte del pomeriggio: si prosegue sulla strada sterrata che oltrepassa il Bar, e dopo cinquecento metri inizia il settore asfaltato: 1100 metri di lunghezza, 344 metri di dislivello. Se non siete pratici di cifre tutto ciò significa una pendenza media del 31,3%. Il suo nome e Passo del Colla – Colla Val di Tacca. Esso è situato fra il monte Colla e il monte Navert. Una volta in cima inizia una discesa lunghissima e polverosissima che porta al paese di Valditacca. Giunti in prossimità del paese tenetevi sulla strada che va a destra verso la parte vecchia del paese. Di lì si giunge all’albergo “Da Rita”dove finalmente ci si può fare una doccia, sfamare con cibo vero e non con barrette ai frutti e cereali, e quindi dormire come sassi!!! 
Giorno 2 mattino: Logarghena Rif. Mattei – Lagdei tratto da | A | Chilometri | Tempo | Difficoltà | Note | Logarghena Rifugio Mattei | Passo del Portile | 1,6 | 16 minuti | **** | Anche se per lo più in discesa il fondo è bruttissimo e le salitelle sono molto dure | Passo del Portile | Bora del Sale | 1 | 9 minuti | HC | Primo tratto con la bici in spalla. Non sempre ma per quasi tutta la distanza | Bora del Sale | Bivio Capanna Tifoni | 0,5 | 6 minuti | HC | Si spinge tanto a mano e si pedala ben poco | Bivio Capanna Tifoni | Capanne di Frattamara | 2 | 25 minuti | HC | Su e giù dalla sella, ma si viene ripagati dalla fontanella da cui zampilla acqua gelida e dissetante | Capanne di Frattamara | Costa di Frattamara | 0,5 | 15 minuti | HC | Un po’ di sollevamento pesi non fa mai male: bici in spalla e via… | Costa di Frattamara | Giudghif | 4,6 | 25 minuti | ***** | Finalmente si risale in sella: la strada è poco più di un sentiero, ma non sale quasi niente. Alcuni passaggi in discesa sono molto tecnici | Giudghif | Bocchetta del Tavola | 1 | 25 minuti | HC | Primo è facile perdere il sentiero: nei prati non è battuto e nel bosco non è segnato. Secondo con la bici in spalla non è facile orientarsi… | Bocchetta del Tavola | Prato della Valle | 2,5 | 15 minuti | HC | Discesa ripidissima, tortuosa e tecnica. Il fondo è discreto. Inoltre la strada è poco più di un sentiero | Prato della Valle | Lagdei | 2,5 | 15 minuti | ** | La pista da sci di fondo dopo quel che si è passato sembra un’autostrada… |
Totale della semitappa mattutina Tratto da | A | Chilometri | Tempo | Difficoltà | Note | Logarghena Rifugio Mattei | Lagdei | 16,2 | 2 ore e 31 minuti | HC | Non è per signorine. Per di più i tafani e le mosche sono cattivissimi |
Giorno 2 pomeriggio: Lagdei – Valditacca Tratto da | A | Chilometri | Tempo | Difficoltà | Note | Lagdei | Cancelli di Lagdei | 1 | 3 minuti | * | Sgambata postprandiale… | Cancelli di Lagdei | Lagoni | 5 | 25 minuti | *** | Fondo ottimo. Dopo l’inizio in discesa c’è uno strappo di 500 metri abbastanza duro, il resto è leggera salita | Lagoni | Passo del Colla – Colla Val di Tacca | 2,3 | 20 minuti | HC | Il primo chilometro è sterrato e in leggera discesa. Quando inizia il tratto asfaltato sono dolori… 1200 metri di strada per 344 metri di dislivello. Detto tutto | Passo del Colla – Colla Val di Tacca | Valditacca | 8,7 | 15 minuti | ** | Lunga discesa, anche se il fondo in alcuni tratti è un po’ sconnesso |
Totale della semitappa pomeridiana Tratto da | A | Chilometri | Tempo | Difficoltà | Note | Lagdei | Valditacca | 17 | 1 ora e 3 minuti | ***** | Tutta colpa della salita del passo del Colla |
Totale di giornata Tratto da | A | Chilometri | Tempo | Difficoltà | Note | Logarghena Rifugio Mattei | Valditacca | 33,2 | 3 ore e 34 minuti | HC | Meno male che dopo una giornata così si va in una comoda stanza di albergo |
Terza tappa: Valditacca – Pontremoli Di buon mattino fatta una abbondante colazione si riparte alla volta di Pontremoli. Purtroppo il giorno in cui abbiamo provato il percorso il tempo era molto brutto: pioveva a dirotto e faceva assai freddo e c’era un vento fortissimo per lo più contrario. Perciò abbiamo fatto la strada più breve e veloce, anche se esistono un paio di varianti molto belle: una da Tavernelle a Bagnone, l’altra da Licciana Nardi a Bagnone. Sulla cartina si possono individuare facilmente. Attraversato l’abitato di Valditacca si svolta a destra per Trefiumi. Giunti all’incrocio con la strada che porta al Passo del Lagastrello si va nuovamente a destra. Dopo questo avvio comodo, ma ottimo per scaldare i muscoli, si procede verso il paese di Trefiumi e qui la strada inizia a salire. Dopo Trefiumi si incontra il paese di Rimagna, e qui niente da segnalare sulla strada: è una salita leggera. Dopo Rimagna la salita rimane su una pendenza agevole ancora per un paio di chilometri, quindi iniziano due chilometri e mezzo di salita piuttosto dura. Da Rigoso comincia un tratto molto lungo di falsopiano che sale fino al Passo del Lagastrello. Dal Passo del Lagastrello comincia una discesa vertiginosa di ben 15 (quindici) chilometri; il tracciato è velocissimo, anche sul bagnato, ma bisogna fare estrema attenzione ad alcune curve non segnalate e molto pericolose. Una volta a Tavernelle si può decidere di voltare a destra all’inizio del paese e andare a Bagnone. Noi invece abbiamo tirato dritto. La strada continua a scendere, ma la carreggiata è molto più ampia, il tracciato più rettilineo e la pendenza via via sempre più modesta. Si giunge a Licciana Nardi, e anche qui è possibile voltare a destra per Bagnone: qui non c’è problema a trovare la strada, perché all’incrocio c’è il cartello stradale. E anche qui noi abbiamo dovuto tirare dritto, verso Monti di Licciana. La strada non scende più molto, e iniziano alcune salitelle di poco conto. Passato l’abitato di Monti, dove all’incrocio nel paese bisogna proseguire diritto, dopo trecento metri si volta a destra sulla strada del Merizzo, che porta a Villafranca. Ci sono un paio di salite impegnative, ma hanno una lunghezza di poco superiore a quella di un cavalcavia. Attraversata la zona del Merizzo sempre restando sulla strada principale, si giunge al bivio per il Piano di Virgoletta. Per riconoscerlo: c’è una discesa di duecento metri rettilinea, un primo bivio, da oltrepassare, e un secondo bivio dopo un ponticello in cui si volta a destra. Qui ci sono due salite di trecento metri, quindi si scende verso Bagnone. Qui si volta a sinistra verso Villafranca, ma giunti al bivio per Mocrone si va a destra, fino al ponte della Ferrovia che nasconde l’incrocio sulla Statale della Cisa. Giunti qui si volta a destra, e non rimane che affrontare i quattrocento metri più duri del mondo: la salita delle Mele a Migliarina. .....In realtà siamo in vena di scherzi, perché è una salita ben poco significativa! Oltrepassato l’ultimo ostacolo si giunge di nuovo a Pontremoli. Affaticati, quello sì, ma anche più felici di quando si era partiti. Giorno 3: Valditacca – Pontremoli Tratto da | A | Chilometri | Tempo | Difficoltà | Note | Valditacca | Trefiumi | 3,5 | 9 minuti | * | Discesa asfaltata | Trefiumi | Rimagna | 2,1 | 8 minuti | ** | Finita la discesa inizia una blandissima salita | Rimagna | Rigoso | 4,7 | 25 minuti | **** | Gli ultimi 2400 metri sono il tratto di salita più duro | Rigoso | Passo del Lagastrello – valico | 3,2 | 14 minuti | ** | Una formalità | Passo del Lagastrello – Valico | Tavernelle | 14,1 | 18 minuti | *** | Discesa da alte velocità, ma ha dei brutti e improvvisi tornanti | Tavernelle | Licciana Nardi | 5,6 | 20 minuti | * | La discesa diventa pedalabile | Licciana Nardi | Monti di Licciana | 4 | 25 minuti | ** | Saliscendi più scendi che sali… | Monti di Licciana | Bivio piano di Virgoletta | 8 | 23 minuti | *** | Saliscendi, questa volta più sali che scendi… | Bivio piano di Virgoletta | Bagnone | 2 | 8 minuti | ** | Due salite leggere di trecento metri e relative discese | Bagnone | Ghiaione di Filattiera – Bivio SS 62 | 4 | 10 minuti | * | Falsopiano in discesa nel piano di Mocrone… | Ghiaione di Filattiera – Bivio SS 62 | Pontremoli | 10,6 | 25 minuti | *** | C’è la terribile salita delle mele a Migliarina… |
Totale di Gionata Tratto da | A | Chilometri | Tempo | Difficoltà | Note | Valditacca | Pontremoli | 61,8 | 3 ore e 5 minuti | *** | Potrebbe essere dura alla distanza |
|