Al termine del secolo scorso si verificò un evento assai raro, a cui noi guinadesi non potevamo mancare, ovvero l’eclissi solare dell’11 agosto 1999. La data era perfetta, considerato che siamo soliti festeggiare ogni anno la notte di San Lorenzo con una grigliata nel fiume. Quell’anno eravamo stati invitati da alcuni amici pontremolesi a mangiare sulle rive del fiume nella vicina Mignegno e noi con entusiasmo decidemmo di partecipare alla festa. Fortunatamente la maggior parte del lavoro al nostro arrivo era già stato compiuto … è nostra buon’abitudine essere sempre in ritardo, così da evitare ogni fatica supplementare!!!!! Il luogo era incantevole: in un piccolo spiazzo sul lato del fiume era stata costruito una catasta di pietre dove poter appoggiare la griglia ed accendere il fuoco. Il lavoro era degno di un ingegnere poiché, più che una catasta, grazie all' intuito e all’opera del Tampo, aveva proprio le sembianze di un trullo.  La serata si stava svolgendo splendidamente, mentre tutti noi mangiavamo e bevevamo a dismisura: c’era chi aveva impostato la serata a “cercarla” e chi invece si dedicava con amore e impegno all’antica arte della “demolizione” ingurgitando ogni tipo di bevanda che superasse il grado alcolico. Numerose erano le fughe verso paesi lontani, e ben presto iniziarono i primi segni di squilibrio scolpiti nel volto dei più, finché piano piano riuscimmo tutti a “strascinarci” alla fine della serata. Un gruppetto di cinque folli decise di dormire in quello spiazzo per assistere all’eclissi della mattina seguente: Io, il Fratello, il Cugino Junior, il Milanese e Ale della Bora. Attrezzati con un paio di plaid, ci coricammo per riposarci un po’, visto che ormai era quasi mattina ed eravamo letteralmente annientati. Il Cugino, non ancora del tutto soddisfatto, decise di parlare con me un altro po’ davanti al trullo circa la nostra esistenza ed un mucchio d’altre cazzate. Al nostro risveglio mancava Ale… tutti noi ci chiedemmo dove fosse scomparso, finché ci rammentammo che verso le cinque del mattino aveva tentato di svegliarci per fare colazione, ma noi con insulti vari lo avevamo allontanato dal campo. Poco male… se l’era proprio cercata, considerato che ci eravamo addormentati da circa un’ora e che fino alle undici l’eclissi non sarebbe stata visibile… avrei voluto sapere che raptus di follia lo avesse potuto sconvolgere a tal punto…
Verso le 10,30 partimmo e ci dirigemmo verso un bar per una robusta colazione prima di recarci a Guinadi Beach, dove avremmo assistito al grande evento. Per riprenderci, non appena arrivati sul luogo, decidemmo di tuffarci nelle acque gelate del fiume. In un breve lasso di tempo le fatiche della notte precedente scomparvero, lasciando posto ad una sensazione di totale relax …purtroppo non avevamo calcolato l’eclissi! Improvvisamente la temperatura si abbassò e noi, bagnati fradici, onde evitare l’assideramento, fummo costretti ad avvolgerci in fretta nei nostri asciugamani. Quel momento lo ricorderò per sempre… quella stranissima sensazione, quell’improvviso attenuarsi della luce solare, quel senso d’ansia sentito da tutti i partecipanti all’esperienza …non furono certo piacevoli. Spok |