Pearl Harbor 1987  

Estate 1987, in quel periodo noi ragazzetti dai nove anni in su eravamo trattati dai 'grandi’ alla stregua di mocciosetti rompiscatole e segaioli, non che questo non fosse vero, anzi per quanto riguarda il secondo punto c’era chi ci dava veramente dentro; il fatto è che dentro di noi ardeva in modo sempre più incontrollabile il sacro fuoco delle ribellione che portò ai fatti che sto per narrarvi.

Dovete sapere che verso la metà del mese di luglio di quell’anno i "grandi" organizzarono una festa di dimensioni galattiche a casa dell’ Isabella detta anche "grande mammella" per le grandezza spropositata del suo seno; a tale festa furono invitati tutti, i ragazzi di Guinadi, i ragazzi dei paesi limitrofi, personaggi strani provenienti da chissà dove, cani e gatti presi a zonzo per il paese, insomma chiunque poteva partecipare a tale festa.

Noi, i mocciosetti di allora, siamo cresciuti nonostante le torture subite in quella Guerra!!!Noi mocciosetti ci aspettavamo naturalmente di essere invitati ma ben presto capimmo che nessuno ci voleva ed a quel punto decidemmo di mettere in atto la nostra vendetta.

I giorni che precedettero la festa furono utilizzati da ‘grandi’ per preparare al meglio il party, acquistarono una quantità spropositata di vino, birra, Ricard, superalcolici vari, preservativi nuovi e usati, corpivendole, insomma c’era tutto l’occorrente per una gran festa mancava però qualcosa cui decidemmo di provvedere noi: i fuochi d’artificio.

Per farvi comprendere meglio la situazione, dovete sapere che la casa dell’Isabella è una simpatica villetta su due piani completamente circondata da verdi prati di proprietà di un’arzilla vecchietta di nome Marianna, noi mocciosetti rivolgendosi ad un noto contrabbandiere d’alcolici ma cheIn attesa del Processo di Norimberga?? - Bancarelvino a Mulazzo!! saltuariamente si dilettava nella vendita di fuochi d’artificio comprammo una notevole quantità di quei simpatici razzi esplosivi che si chiamano in gergo “fischioni” allo scopo di ravvivare una festa che doveva in qualche modo vederci protagonisti. Ora credo che tutti voi sappiate come funzionino questi razzi, tu li accendi e complice una semplice bottiglia di vetro puoi dirigerli verso qualsiasi cosa. Fu cosi che la sera della festa noi mocciosetti ci accampammo nei verdi prati intorno alla casa della simpatica ragazza popputa, con la nostra bella scorta di fischioni ed aspettammo pazientemente l’evolversi dei fatti. Nel frattempo la festa proseguiva nella più classica tradizione guinadese ovvero grandi sbornie, qualche fischione non volante, un paio di tracciate, verso l’undici  il party cominciava a perdere vigore fu così che decidemmo di intervenire. Facevano parte dell’assalto in ordine sparso:

- Alessandro detto anche Luaro per la dimensione a quel tempo della testa

- Philippe detto anche Aquilotto per la forma beccheggiante del naso

- Max, Paolino, Davide, Brunone, Mirco, Michele, Roberto, Riccardo ed altri che ora non ricordo

Sincronizzati come le migliori squadre d’assalto al segnale prestabilito partirono verso la casa da Il Processo è quasi alla fine nel frattempo...Cresima del Jack a Cervara!!! vari punti strategici una quantità spropositata di fischioni. La reazione del nemico fu lenta e prevedibile questo ci permise di ricaricare e procedere con il secondo e il terzo assalto; il quarto fu tentato soltanto dai più coraggiosi perché il nemico a quel punto si stava già muovendo per cercare il contrattacco. Il mio compagno Alessandro testa pezzata ed io facevamo parte di quel manipolo d’impavidi e proprio quando scoccammo l’ultimo fischione ci rendemmo conto di aver un nemico a qualche metro di distanza che proseguiva con un incedere lento ma costante, esitammo un istante poi scegliemmo per un’onorevole ritirata. Il seguito di quella serata è impresso nella mia mente, la nostra fuga per i prati inseguiti da un nemico il cui odore d’alcol (molto simile al profumo emanato ogni sabato sera da mio fratello che trasforma la nostra stanza in una sorta di distilleria) era l’unica fonte d’orientamento per capire la vicinanza del bradipo che si muoveva con discreta agilità nonostante la sbornia. Ci fu un momento in cui tale odore fu veramente vicino e capimmo di essere quasi in trappola fu a quel punto che decidemmo di ‘tagliare’ per un prato delimitato da un opportuno filo spinato che noi perché abituati al buio e soprattutto sobri riuscimmo a sorpassare tranquillamente, probabilmente il simpatico bradipo alcolista non vi riuscì con la stessa efficacia e perse secondi preziosi che ci permisero di metterci in salvo. Nel frattempo la serata aveva preso i contorni di una vera e propria guerra con un fuggi fuggi generale da parte nostra e una caccia spietata da parte dei ‘grandi". Uno solo dei nostri fu catturato complice una distorsione presa in un’arroventata partita pomeridiana, ed era il famigerato Max, uno dei capi ribelle.Il Processo è finito. Colpevole!!!

Non so come proseguì la sua serata,si narra che fu portato al cospetto d’Isabella il cui seno da quel momento cominciò a diminuire, e violentato a turno per tutta la notte, nonostante questo Max non tradì nessuno dei suoi compagni.

Per quanto riguarda i danni che riuscimmo ad arrecare alla dimora della popputa voci abbastanza attendibili dicono, che più di un presente fu colpito, inoltre vari tendaggi presero fuoco, un fischione atterrò addirittura nella zuppiera della pastasciutta e dopo qualche giro scoppio sporcando di sugo i presenti ma questa a me sembra un leggenda paesana. Per concludere volevo solo aggiungere che i personaggi menzionati non sono di fantasia ma esistono realmente e sono i vari Spok, Kirk, Mr. Rock che poi trovate in giro per il sito e la storia anche se sembra assurda racconta in modo dettagliato come sono andati i fatti. 

 

"E se tu vuoi andare via non devi mai sperare in Dio"

 

Ralphsupmaxieroe