Festa al Campo di Succisa  A.D. 2002

Come ogni anno anche il 2002 ha dovuto sopportare la sua Festa al Campo di Succisa.

Ossia quella voglia di devastazione alcolica totale che in un giorno mai prefissato, ma vicino a ferragosto, ricompare come un serial killer di anno in anno sempre più sadico e bastardo!

Cercherò di fare da Cicerone e rendere così partecipi degli avvenimenti di quest’anno gli amici della Valle del Verde, assenti causa la concomitanza del matrimonio di Franco.

 

IL RISVEGLIO DELLA “FESTA”

Il cartello riassume più o meno l'andazzo della serataccia!!!!!!!!

 

Una quindicina di giorni prima dell’ora x il consiglio dei “Grandi Bevitori” si riunisce per eseguire l’antico rituale spiritico, con cui si risveglia l’infernale macchina di distruzione.

Vengono così create le liste.

La prima è quella della “Confraternita”, ossia l’elenco di tutti coloro che, essendo “succisani”, saranno i promotori  finanziatori dell’evento.

Quindi è la volta della lista dei “lavori”.

Dalla pulitura della “location” (ormai va di moda questo termine…) alla stampa delle mitiche magliette, dalla raddrizzatura del palo della luce, storzato da qualche relitto di beone che ci si deve essere appoggiato con troppa irruenza, alla messa in posa dell’impianto elettrico, che molto fasullamente autocertifichiamo a norma 626…

Tanto basta non toccare dove si vedono uscire dei bagliori e/o scintille azzurrastre!

Poi, dato l’eccesso di turbolente risse che nella passata edizione hanno coinvolto delle povere panche innocenti, viene deciso con voto unanime la creazione dell’originale “Panca Security Anti-Rissa” ®. Ossia una tavola di castagno da 5 centimetri di spessore inchiodata su due ciocchi verdi di ciliegio: peso totale della panca di molto superiore a un quintale.

Sono esteticamente di una grezzità assoluta, ma hanno il vantaggio di poter essere maneggiate con facilità unicamente da qualche paesano locale venuto su ben robusto grazie ai metodi di una volta!

Il popolo dei consumatori può e deve solo lanciarsi le “presse” di fieno…

Infine è la volta della lista A-95°.

Grazie a strani giri quest’anno abbiamo potuto avere da un contrabbandiere afghanistano delle ottime vodke petrol-chimiche di prima raffinatura e il famoso rhum delle Antille imbottigliato in Vietnam;

da un signore della guerra ceceno abbiamo avuto qualche cassa di birra in bottiglia armena, l’unica al mondo che contiene metanolo;

quindi da un guerrigliero zapatista l’originale whisky messicano. Perché non da lui anche la tequila?

Costava meno quella del Belize!

Ma non mancava anche dell’ottimo lambrusco in bottiglione, nelle due tonalità dolce e secco.

 

L’ORA X: INCOMINCIA IL GRANDE BALLO

 

Gli ultimi dettagli vengono sistemati nel tardo pomeriggio. Tutto è pronto, il bere è in fresco, i panini nelle cassette, ma manca ancora qualcosa…

Il DJ! Che non conosce la grama sorte che è toccata a lui quest’anno. Infatti in preda al delirio abbiamo deciso di piazzarlo sul tetto della baracca! Ovviamente senza scale e senza luce…

Il concetto è: sei un fighetto parmigiano, perciò se vuoi vedere il colore dei soldi imparerai in fretta a essere un uomo “rustico”. Poi mossi da un minimo di pietà tiriamo il classico filo volante e gli diamo una lampadina più o meno da 1,5 Watt. Anche se una candela farebbe più luce, almeno evitiamo lo spiacevole verificarsi di “flares” (palle di fuoco) dovute all’alta concentrazione di vapori alcolici.

 

LA MUSICA COMINCIA....

 

Noi “baristi” siamo pronti al duello con la sobrietà come Clint Eastwood in un mezzogiorno di fuoco! Sguardo di ghiaccio, sigaro e asciugamano del Cynar, conquistato in uno stand di degustazione, legato in vita…

Arrivano i primi ?!?! visitatori ?!?! Cioè gente “normale” che pensa di essere a una sagra paesana!!! Ma è gente alla buona, gli spieghiamo l’equivoco e introdotto nello spirito della “festa” gli diamo qualche panino con la mortadella. Peccato che nelle loro birre sia finito uno squadrone di “paracadutisti”…

 

LE VITTIME DELLA “FESTA”

 

Non tardano ad arrivare i consumatori, quelli “veri”! Sono solo le 21, ma si capisce subito che sta per scatenarsi una serata come mai non ne avevamo viste!

Mi comincia un “regazzino”, una matricola della festa… Con il fare spaccone dello – I am an American boy – mi fa: “Dammi subito qualcosa di potente, che sono qui per bere sul serio!” Dato che sono appena le 21 e 15 cerco di avvertirlo che la parola “potente” alla Festa al Campo è una parola troppo grossa, specialmente per lui, e che così la sua festa e il suo divertimento finiscono nel giro di un quarto d’ora… Ma non c’è niente da fare.

È troppo “an American boy” per cui…

Prendo un bicchiere grande (il temibile 40 cl.) e ci servo un TGV and ananas… solo che l’ananas è una specie di sedimento giallo sul fondo del bicchiere… lo ho versato dopo e si è depositato.

Ho le mani fra i capelli per l’errore, ma l’American boy se lo tracanna senza prendere respiro… Cattivo come il veleno per il bruciore dovuto al beverone mi fa: “Era forte, ma ora fammene uno peggio!”

Sono felicissimo di questa richiesta e mentre sto mettendo mano al nuovo beverone, un GV and cola, lo tengo d’occhio. Mostra segni di cedimento, sembra inciampare da fermo e lo sguardo non è più tanto lucido…

Decido in un attimo per la soluzione finale: un’aggiunta del vecchio signore da 95… Io servo, lui ingurgita… e dopo un paio di minuti è steso a “bocconi” sopra il muretto! Ma il ragazzo dimostra di avere uno stomaco forte: non traccerà! Tempo un paio d’anni e sarà anche lui un “Grande Bevitore”.

Questo è un episodio dei tanti (me ne ricordo perché non ero ancora alcolicamente skoinvolto…), ma la serata procede con un ritmo spaventoso: a mezzanotte finisce il rhum… 40 bottiglie sbriciolate come se fossero state dei mignon! Ma la loro taglia, purtroppo, era quella regolare!

Certo che se tutti fossero stati come la ragazza dei rhum e pera! Che spettacolo grandioso! Arrivata, io credo, alla doppia cifra è come se fosse stata morsa dalla vipera cornuta della Guinea Equatoriale: tre passi e giù a ribaltarsi in terra in preda alle convulsioni dovute all’intossicazione!

La fine del rhum fa sì che aumenti il consumo degli altri alcolici. Superato un certo livello alcolico, anche nei baristi si scatena la “grinta” e le consumazioni assumono degli aspetti inquietanti: tutti intenti a fare dei mescoloni velenosi con quello che la madama fortuna decide di metterci sotto mano… Va per la maggiore il cocktail Giogallo 2: vodka liscia, lemon e pesca

Alcuni dei "BAR'S  ANGELS" della serata!

Siamo in preda al delirio e questo provoca una caduta verso lo zero dei sentimenti di pietà: un tipo, causa la “bazza” (era del Borgo e gli rendo onore con un termine valtarese…), si  capotta a terra con la bottiglia di birra in bocca… Chiaramente si è un filino “aperto” il labbro e ce lo siamo ritrovati nel gabbiotto a combattere il dolore con l’acqua corrente sotto al rubinetto.

Vedendo l’estraneo ci siamo avventati su di lui cacciandolo fuori a pedate; poi mossa da pietà una mano gli allunga un tovagliolino di carta; commosso da tutto questo voglio anche io fare qualcosa, per cui vado fuori a porgergli un bel bicchiere pieno di whisky: nei film western e nei fumetti di Tex ho visto che funzionava!

Come ogni anno arriva la pasta: ma la folla anziché approfittarne per “asciugarsi” un po’ mangiando due bocconi, decide di ribellarsi ai canoni del buon senso e il consumo alcolico si impenna!

Forse hanno ragionato così: non vorrete mica che mangiamo e ci ingozziamo senza un goccio di roba da bere!!!

Di lì a poco il frigo delle birre in lattina è desolatamente vuoto. Solo che ogni volta me ne scordo e continuo a riaprirlo e a guardarci dentro… E durante uno di questi tentativi a vuoto rimango basito a guardare nel frigo: ci trovo dentro uno dello “staff” che sta cercando di rinfrescare le proprie idee accaldate dai calori alcolici…

....si era chiuso nel frigorifero!!!

Poi i danni grossi: che succede quando ciccio bombo cannoniere decide di alzare il gomito? Ovviamente cade in terra… Solo che si è aperta una dolina nel campo: gli si è sfondato il terreno sotto i piedi.

Quando si dice avere una sbornia pesante come il piombo credo che ci si riferisca a questo: povero pianeta azzurro, che “pesi” che ti tocca sopportare!

Ma il fondo è ancora da toccare: cosa dire dello “zavandrone” talmente carico da cagarsi addosso, anzichè procedere a una più tradizionale svomitazzata strategica.

I manuali di medicina legale indicano nel rilascio involontario dello sfintere uno dei sintomi di pre-coma… Per precauzione gli sospendiamo le consumazioni per un giro.

Dopo questo decidiamo che per quest’anno è sufficiente.

Abbiamo sparso sangue e devastazione senza far-play praticando fin dall’inizio un gioco sporco.

E allora: che incominci il gran ballo del lancio delle presse!

Certo non basta questo a fermare gli ultimi danni della serata:

c’è chi riempirà di fieno una macchina per portare via un souvenir;

c’è chi vagando per il campo troverà una tenda e lascerà lì dentro la propria “anima”, avendo cura di chiudercela dentro;

chi lozzo come un carbonaro, prima che si riesca a servire l’ultima pasta verso le 4, si butterà dentro la pentola a mangiarla con le mani e non penserà che gli altri, che dovrebbero mangiarsela e anche se non sono schizzinosi, avranno un po’ schifo solo a vedere la pentola.

Finalmente poco a poco la folla dei consumatori si disperde… Arriva anche il chiarore dell’alba.

È il segnale che è meglio rintanarsi prima di prendere fuoco sotto ai primi raggi di sole…

L’ultimo gin lemon al volo e arrivederci all’anno prossimo!

 

Un saluto con le frase celebrativa incisa sulla maglietta ufficiale:

 

FESTA AL CAMPO 2002  DISTILLATI 100%

 

By Alcol Man