Una festa mozzafiato
 
Correva l'agosto 2003 e il regnante Max passava intere giornate a riflettere sulle sorti del suo Regno sonnecchiando su di un sasso rovente lungo il torrente Verde.
Talvolta, fra un sonnellino e l'altro, trovava la forza di fare una nuotata (molto breve) che aveva anche lo scopo igienico di ripulirlo dal sudore e dalla polvere.
Da gran mecenate amava circondarsi di artisti vari: c'era il Jesper (scrittore che aveva perso l'ispirazione) che gli faceva compagnia nelle dormite mattutine, c'era il giullare Fred che aveva smesso di cantare, c'era lo scultore Ghandi che costruiva tavoli e sedie che nessuno utilizzava, c'era Tampo Pitagorico che studiava le stelle e puliva strade e stradelli che nessuno calpestava.
Il resto dei servitori era composto da una ciurma di mercenari piemontesi e guinadesi che dormivano, oziavano, e giocavano a palla nell'acqua.Fra questi ce n'era uno molto silente (si mormorava che fosse stato in passato Sindaco di Guinadi), che stava fermo fino al punto che qualche giovane intraprendente aveva chiesto ai suoi genitori di staccare la macchina che lo teneva in vita e si era visto rispondere da questi, peraltro molto allibiti, che lui respirava da solo. Per rivitalizzare questo ambiente demotivato si decise di organizzare una grigliata per la notte di San Lorenzo con una tribù di Galli che da secoli presidiava il territorio nei mesi più caldi per sfuggire all'afa di Parigi.

Il Re Max ancora oggi è convinto di aver organizzato tutto lui, ma come al solito firmò di sfuggita solo il decreto di festeggiamento per tornare in un battibaleno a bere calici di vino fra i menestrelli che suonavano e le odalische turche che facevano la danza del ventre.La "Festa della notte di San Lorenzo "venne "pubblicizzata" in tutta la Valle; messaggeri a cavallo portarono pergamene col programma fino all'ultima frazione di questo piccolo regno e così per la notte magica tutte le tribù furono convocate.Un percorso fatto di fuochi e torce conduceva gli ospiti fino all'entrata dove un gran falò illuminava a giorno il ristorante.
Poco più avanti su di un bar improvvisato era posto un catino di sangria prodotta dalla tribù dei Galli. A seguire iniziava l' "area festa" composta da una grande pista da ballo fatta di sassi levigati a mano, da uno strumento elettronico che emetteva note musicali (si seppe poi che si trattava di una radio) ed infine dalla "capanna delle interviste" dove le giovani giornaliste intervenute all'evento mondano avevano la possibilità di "intervistare" i vips.Alla mezzanotte Tampo Pitagorico organizzò uno spettacolo pirotecnico che era già bello di suo, ma dato che tutti erano ubriachi lo paragonarono, ritenendolo fra l'altro superiore per effetti scenici, a quello di fine millennio che avevano visto alla torre Eiffei di Parigi.
 
Nonostante la perfetta organizzazione accadde quanto segue:
 
1 - La pista da ballo diventò presto una piazza per il concerto hippy del giullare Fred e ciò impedì qualsiasi forma di ballo;
2- La capanna delle interviste divenne ben presto una capanna indiana dove i capi-tribù fumavano il calumet della pace, impedendo ogni forma d'intervista;
3- Fabio M., che doveva fare il barista, si spacciò per chef e fece da mangiare fino alla mattina presto mentre al bar la gente si serviva da sola (intanto un'orda di ubriachi affamati, per elemosinare una costiola bruciata facevano complimenti a sproposito paragonando la cucina a quella dei ristoranti 3 stelle Michelin);
4- L'illuminazione era carente in alcune zone e mi successe che, mentre ero convinto di parlare con 2 amici di calcio, accendendomi una sigaretta mi accorsi mio malgrado di essere davanti ad una coppia che limonava;
5- Il noto playboy pontremolese Budello Budellis (detto Tommaso), che si era allontanato col favore delle tenebre in dolce compagnia, per salvare 2 dame dal passaggio di un'auto si infilò di proposito in un tombino di 160 cm. di altezza con un salto a piedi pari e in conseguenza di questa prova d'amore gli fu asportato un pezzo di polmone (per lui purtroppo fu davvero una festa mozzafiato!).
 
Al sorgere del sole la festa ebbe termine e il silenzio tornò nella Valle.
Prorogo: due giorni dopo mi trovavo seduto su un sasso e guardavo quello che pochi giorni prima era stato il teatro di un grande evento mondano quando fui avvicinato da Floby (un cane che vive lì).

Gli accarezzai la testa e gli dissi: "Sai Floby....è stata una gran festa , abbiamo bevuto e ballato, fumato e riso insieme.... Abbiamo parlato in inglese e in francese........e quello chè è l'incredibile...non ce ne è stato uno che ha vomitato....non è stato male nessuno!"
Il quadrupede mi guardò fisso negli occhi, poi un sussulto...e dalla sua bocca uscì una tortina verde e gialla fosforescente, la cosa più schifosa che avessi mai visto.........

by Jesper

 

Questo pagina è parte integrante di www.guinadi.it

Questi sono i visitatori di Guinadi (dal 28/03/2001)